Ritorno in Thailandia

 

floating_market.jpgBangkok corre, ma non rinuncia alle tradizioni. E' una città dove l'antico convive con il moderno, dove il sacro ammicca al profano. Una città che venera e custodisce il Re, che ama la monarchia. Una città dove accanto alle facciate ultramoderne dei palazzi del XXI secolo non è difficile trovare un antico templio buddista, o una statua di Ganesh, il dio con la testa di elefante dispensatore di pace e di buona sorte. Una città che si è scrollata di dosso la vecchia immagine di caotica capitale del terzo mondo per dedicarsi ai commerci. Quelli dei lussureggianti e opulenti centri commerciali di Silom Road, dove puoi trovare ogni cosa, da Armani alla Ferrari dalla seta all'High tech, e quelli meno scintillanti ma più divertenti dei mercatini di Chatuchak o di Pat Pong, ex quartiere a luci rosse, oggi vetrina del "falso autentico" dove puoi trovare di tutto, dal Rolex alle borse di Prada, tutto rigorosamente falso ma incredibilmente somigliante all'originale....

Questa è Bangkok oggi, una metropoli dove ognuno può trovare cio che desidera. Il fascino esotico di una cena a lume di candela su un battello che scivola lungo il Chao Praya, oppure i negozietti ed i vicoli del quartiere cinese dove ogni sera compaiono tavolini e cucine all'aperto che riempono l'aria di profumi e di spezie, o ancora l'emozione di un cocktail nel vuoto al bancone dello SkyBar sospeso nel vuoto a 250 metri d'altezza.

 

Dopo la nuova Bangkok mi aspetta un altra sorpresa: l'arcipelago di Koh Lanta, al largo della costa occidentale della penisola. Una cinquantina di isole gettate nel turchese Mar delle Andamane, non lontane dalle strafrequentate Phuket e Phe Phe Island.

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Per raggiungere il parco marino di Koh Lanta volo fino a Krabi e da qui un ora e mezza di traghetto arrivo a Lanta Yai, una delle 2 isole dell'arcipelago su cui si può pernottare.
Lanta town è un villaggio semplice ed un po' decadente ma piacevole con le capanne a palafitta sull'acqua ed una miriade di ristorantini. La vita sull'isola è ferma al secolo scorso. Capanne con il tetto di paglia, mucche magre che brucano ai lati della strada, scimmie che urlano sugli alberi. La popolazione è prevalentemente mussulmana, dato la vicinanza con la Malesia, e la sera la chiamata alla preghiera del Muezzin inonda il tramonto.

Koh Lanta non è ancora diventata una meta blasonata, non è adatta a coloro che cercano mondanità e vita notturna. Koh Lanta offre una miriade di spiagge di un bianco abbagliante che si tuffano in un mare turchese e qualche ristorantino dove gustare i gamberi fritti al tamarindo, nient'altro per fortuna.

 

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